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Il leopardo

Habitat Areali di diffusione Una specie a rischio Il leopardo persiano, storicamente Il leopardo dell'Amur occupa l'areale più settentrionale, nella taiga e nelle foreste montane tra la Corea, la Cina settentrionale e la Russia sud orientale. Il leopardo indiano invece vive tra le forste pluviali tropicali del Gange fino all'Himalaya, al confine con l'habitat del leopardo delle nevi. Originariamente occupava tutta l'Africa, con l'esclusione delle zone più aride e inospitali del Sahara, del deserto della Namibia e del Kalahari, dove le risorse d'acqua sono presso- formidabile animale si è adattato a tutti gli habitat presenti in questo vasto areale, con particolare predilezione per la savana alberata e le foreste. La capacità di ottimo arrampica- tore lo mette infatti al riparo dai leoni e dalle tigri e la struttura particolarmente agile e potente gli permette di issare sulle piante animali di stazza oltre il doppio del proprio peso, per consumare tranquillamente il pasto al riparo dagli attacchi di altri animali oppor- tunisti, come le iene e i licaoni. Estinto Minacciato Basso rischio diffuso in tutta l'Asia minore dalla Turchia all'Afghanistan, sopravvive sulle montagne del Caucaso e dell'Iran EX EW CR EN VU cd nt Ic © RED LIST ché nulle, e l'Asia, dal Medio Oriente alla Cina, escludendo anche qui le zone più aride del deserto Arabico e dei grandi deserti dell'Asia centrale, che ne delimitano verso Cinque delle nove sottospecie sono considerate a forte rischio di estinzione e anche il leopardo africano, che ancora è il più diffuso, ha registrato un calo di popolazione di circa il 36,7% dagli inizi del XX secolo, si è estinto in Nordafrica, in Egitto, Zanzibar, è quasi scomparso dall'Africa occiden- Montagna fino a 3800-4500 mt tale e si è maggiormente rarefatto in Sudafrica, Nigeria e nel Sahel. Nello Sri Lanka la decimazione è Taiga, foreste tropicali, jungla arbustiva, foreste pluviali stata del 75% mentre il leopardo della Cina è talmente raro che non è quasi nai stato visto in natura. nord, insieme con le alte e vaste catene montuose del Pamir e dell'Himalaya, i confini di diffusione. Solitario e opportunista, questo Pianure, savana e zone semiboschive • Areale storico originario La pantera nera Areale in cui se ne suppone la presenza o questa risulta sporadica, frammentata o minacciata La forma melanica non costituisce una sottospecie, poiché nascono regolamente cucciolate miste di leopardi neri e maculati ma è un fenomeno molto diffuso nel leopar- do di Java e nelle specie asiatiche che abitano le foreste tropicali del Bengala. Per il leopardo le fondamentali condizioni di insediamento sono: Il territorio di caccia va dai 16 ai 78 kmq nella savana, dove le prede sono più abbondanti, fino ai 400 kmq nelle regioni montuose dove le disponibilità alimentari sono ridotte. La densità di popola- zione è invece più strettamente legata alla disponibilità idrica, partendo da una media di 6 individui ogni 100 kmq con punte di 30 in presenza di abbondanza di corsi d'acqua Areale in cui la presenza è certa e documentata o di entità sufficientemente rilevante "Mowgli and Bagheera." Art by the Detmold Brothers for "The Jungle Book" by Rudyard Kipling (1909) 6E I Kilimangiaro è un monte coperto di neve alto 5.890 metri e si dice che sia la più alta montagna africana. La vetta occidentale è detta Masai Ngàie Ngài, Casa di Dio. Presso la vetta c'è la carcassa stecchita e congelata di un leopardo. Nexsuno ha saputo spiegare che cosa cercasse il leopardo a quell'altitudine. Areale di recente estinzione certa. Due di questi siti sono riserve naturali protette: il Myanmar's Chatthin Wildlife Sanctuary el' Hala-Bala Wildlife Sanctuary disponibilità di acqua in abbondanza morfologia del territorio Secondo prede medio piccole (da 5 a 100 kg) presenza di competitori e minacce IUCN I'Unione e clima internazionale per la conservazione della natura esistono nove Ernest Hemingway, Le nevi del Kilimangiaro Le dimensioni sottospecie di leopardo: 3 mt La taglia della femmina è in genere pari a circa due terzi quella del maschio. Il leopardo persiano, come anche il cugino africano, arriva a pesare anche più di 90 kg per un esemplare maschio adulto. Il leopardo d'Arabia, con i 30 kg del maschio ei 20 della femmina, è invece il più piccolo tra tutti, seguito dal leopardo di Giava i cui maschi arrivano a 45 kg e al metro e novanta di lunghezza coda inclusa. La media per le altre sottospecie si aggira sui 50-70 kg per il maschio adulto e 30-40 kg per le femmine. Spesso sorprende le proprie prede lanciandosi dagli alberi o, sempre con la tecnica dell'agguato, com- piendo fulminei salti da fermo. Il leopardo è in grado di compiere balzi di di tre metri in altezza e di O Leopardo africano Panthera pardus pardus Popolazione non stimata Leopardo indiano Panthera pardus fusca Popolazione forse 9000 individui ca. O leopardo della Cina del Nord Panthera pardus japonensis Popolazione forse 2500 individui ca. O Leopardo d'Anatolia Panthera pardus tulliana Considerato estinto, nel 2013 i giornali francesi riportano la notizia dell'uccisione di un esemplare della sottospecie. O Leopardo indocinese Panthera pardus delacouri Popolazione non stimata dello Sri Lanka P a pardus kotiya Leopardo d'Arabia Panthera pardus nimr Popolazione 250 individui ca. Popolazione 830 individui ca. sei metri in lunghezza. O Leopardo persiano Panthera pardus saxicolor Popolazione 870-1290 individui ca. O Leopardo di Java Panthera pardus melas Popolazione 250 individui ca. O Leopardo del Namur Panthera pardus orientalis Popolazione 15-30 individui ca. forse 60 6 mt IL LEOPARDO LA FRAMMENTAZIONE AMBIENTALE La frammentazione ambientale o degli habitat è quel processo dinamico, solitamente di origine antropica, che divide un ambiente naturale in frammenti più o meno disgiunti tra loro riducen- done la superficie originaria. È un processo che cresce su scala globale, legato all'aumento vertiginoso della popolazione umana che necessi- ta di nuove terre da coltivare, di ampliare i centri urbani e le vie di comunicazione. (Panthera pardus, Linnaeus, 1758) nome leopardo deriva dal latino tardo leopărdu(m), che è dal greco leópardos, composto da léõn -ontos leone e párdos 'pantera', perché si riteneva potesse nascere dall'accoppiamento di una leonessa con una pantera. Pitture rupestri preistoriche, statue assire del VIII secolo a.C., moOsaici Consiste in sostanza nell'isolamento coatto delle specie, sia vegetali che animali, abitanti il territorio soggetto al fenomeno. Il protrarsi di questa condizione porta all'estinzione delle specie coinvolte, sia per mancanza di risorse, come nel caso della sottrazione dello spazio a disposizione di una specie vegetale, sia all'insorgenza di situazioni di vizio genetico, come nel caso di popolazioni animali costrette alla riproduzione consanguinea, romani in Libano e a Pompei, mosaici bizantini e raffigurazioni medievali testimoniano la diffusione in antichità di questo fantastico animale che da sempre suscitato la fantasia e lo stupore dell'uomo. Il leopardo tradizionalmente rappre- senta tra i popoli africani il potere e la regalità, ancor più del leone. Anche presso i Greci e i romani è stato oggetto di miti e leggende, divenute poi ancor più fantasiose nel medioevo. Come avviene Un'areale viene abitato da una specie, la quale trova un equilibrio biologico secondo le risorse disponibili e le caratteristiche del tertorio. i diffusione è La zona delimitata in genere da confini naturali che sono determinati da condizioni ambientali, morfologiche o Solo in tempi recenti, un'osservazione più accurata e climatiche inadatte alla scientifica ha permesso di compren- derne meglio la natura e le abitudi- ni, benchè i dati raccolti e diffusi siano spesso ancora discrepanti tra loro e talvolta inattendibili. proliferazione della specie. Il territorio viene modifica- to riducendo l'areale. Ancora sono presenti dei "corridoi" che permettono il passaggio da una zona all'altra. Questi sono fondamentali per evitare l'isolamento e il fenomeno della riproduzione consan- guinea. Fonni: wikiprdia, IUKN Red Lisn of Threantened Species; Wild Cats Kristin Nouvll and Peser Jacksem; Jupawww.yauheraarglearleopard Hww.yemenileapard erg Saudi Arao Worid: The Lase Lair ey the Levyard lurp:/www.urhewefieorgblackleopard Arml hp.wwwarldwildlife orgistoriesiamar-leapard-werld-s- rarest-cat-doubles-in-popalation hmp.wwwaanseranionlendershipprogramme .orgimedia 201 4/NNNOR06_Iran_Finalkeport_Persinlaopard pdf Sebvaran peylasi dan seleksi habisar maran suul Aaa, Panihera pardes melas Cavier 1809 di prvinsi Jawa Tiwgak, Enckyedia of Life: wwwadalymalilcouk, Manwalian Speiles 4900).R0-48 Department of Nanural Resourees Contervaniono, Eintversiry of Massachwes, Deparment of Hiology, Smih College, Northampew, The Ruffles Rallein of Zaology 2010: wet, hep.yhered.afordjournals.org Wemarvstorieslents hm: Panthere du Li lem, ywwilefigaro friflash- D 20 Mariu Chiara Torricell: ÉS-LCAe e ile Cal ledee dlipartimento di Riologia a Il territorio viene ulterior- mente frazionato. I "corridoi" vengono cancel- lati. Le popolazioni subisco- no drastiche riduzioni e insorge il fenomeno della riproduzione consanguinea col conseguente aumento delle possibilità di malattia genetica autosomica recessi- va e di patologie multifatto- riali. L'equilibrio dell'ecosistema è gravemen- te compromesso e le specie maggiormente coinvolte TUR2OA5 Thew de Hoort disine ealogle animale YNA Leopund amck and Iwyandi and hw Fa and Deaile hipenw.tp e Aeapaew.gulingulitea rischiano l'estinzione. Leone Giaguaro (Panthera onca) Leopardo delle nevi Tigre (Panthera tigris) Leopardo (Panthera pardus) LA GRANDE FAMIGLIA Dimensioni (in cm, (Panthera leo) (Panthera uncia) Al genere Panthera appartengono i felidi più grandi del pianeta suddivisi in 5 sottogeneri. I maggiori rappresentanti sono il leone e la tigre, superpredatori al dati approssimati per sottospecie vertice della catena alimentare in Africa e sesso) altezza 107/123 (al garrese) altezza 85/110 (al garrese) altezza altezza 45/78 (al garrese) altezza 60 (al garrese) e in Asia, e il giaguaro nelle Americhe. Il leopardo e il leopardo delle nevi, decisamente più piccoli, condividono l'areale con i cugini più grandi dai quali spesso devono guardarsi per sopravvive- re. Non è raro, specialmente in Africa, che i leoni attacchino e uccidano esem- plari di leopardo, spesso ancora giovani e inesperti, in quanto percepiti come competitori e intrusi. Le dimensioni di questi felini sono spesso contraddittorie e laziose, special- mente per il leone e la tigre. Le dillicoltà maggiori riguardano i rilevamenti in natura, dato che i soggetti liberi non hanno vita particolamente longeva e che lo sviluppo dipende molto dalle disponi- bilità ambientalie alimentari. Sono stati 90/125 (al garrese) lunghezza lunghezza corpo 150/220 lunghezza coda lunghezza corpo coda coda coda coda lunghezza coгpo corpo corpo 90/100 140/250 70/110 150/280 60/70 50/100 90/190 80/100 75/150 280 minimo Peso 250 120 130 (in kg. massimo dati 90 approssimati 65 70 55 per sottospecie e sesso) 17 25 Presenta il più accentuato diformismo sessuale all'interno del genere Panthera; condivide con la tigre il primato delle dimensioni. E in genere socialmente organizzato in branchi di almeno 6-8 individui, ma sono comunque frequenti i casi di nomadismo. Alcune sottospecie sono state estinte O sopravvivono solo in cattività. Del leone asiatico se ne contano solo 411 relegati nella piccola foresta di Gir nello stato del Gujarat in India. E'il più grande felino americano, unico rappre- sentante del genere. Molto adattato ai più disparati babitat, la sua diffusione è sempre più legata alla sopravvivenza degli areali in cui è più presente: la foresta amazzonica e la giungla centromeridiona- le. La continua distruzione dell'habitat naturale ad opera dell'uomo è la principale causa di riduzione della popolazione. E' un cacciatore formidabile sia su terraferma che in acqua. E' il rappresentante della famiglia che ancora presenta la maggiore diffusione sebbene sempre più sporadica, specialmente in Asia. Condivide l'area di caccia sia con i leoni che con le tigri, dei quali spesso subisce la competizione anche con esiti fatali. E un abile arrampicatore: è solito portare e consumare le prede sugli alberi. Le principali cause di decimuzione sono la caccia e lo sfruttamento del territorio da parte dell'uomo. E' il meno conosciuto a causa sia dell'indole nolto schiva che dell'impervio habitat montano di alta quota, dai 3500 mt ai 6700 mt di altitudine. Nella sua dieta, caso unico, è presente una signifi- cativa quantità vegetali. E' a rischio a causa del riscaldamento globale che ne riduce l'areale, della perdita delle prede in seguito al sovrappascolo causato dagli animali domestici, del bracconaggio e degli abbattimenti per difendere il bestiame. Tutte le sottospecie che ancora non sono estinte sono fortemente minacciate, sopravvivendo in numero che va da qualche centinaio di individui a poche migliaia in condizioni di estrema frammen- tazione territoriale. L'unica minaccia è costituita OSservati in cattività soggetti di dimen- sioni e peso ben oltre le medie rilevate allo stato selvaggio, ma essendo cresciuti in condizioni di vita "viziate" sono degni di nota solo in quanto esempi di accre scimento potenziale delle specie. dall'uomo che dopo averli decimati nei secoli indietro con la caccia da trofeo ne riduce oggi l'habitat naturale con lo sfruttamento agrario e con l'inquinamento da residui industriali e urbani.

Il leopardo

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Infografico su uno dei cinque grandi felidi del genere Panthera. Abitudini, tassonomia, diffusione e habitat. Infographic about leopard: behavior, taxonomy, range, habitat and more.

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